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Quag chiude: il colosso Facebook miete l’ennesima vittima

A lasciarci prematuramente stavolta è Quag.com: non ce l’avete presente? Nemmeno noi.

Stamattina è arrivata una lapidaria mail a un nostro indirizzo personale la quale recitava:

Quag cesserà le attività.
A partire da giovedì 20 Febbraio 2020, il servizio non sarà più accessibile.

Grazie di cuore per la tua partecipazione.

La prima reazione è stata “prego, chiunque voi siate”. Poi ci siamo messi alla disperata ricerca di informazioni a riguardo e abbiamo deciso di accompagnarvi in questo brevissimo epitaffio, alla memoria del social tricolore mai nato. Già, perché Quag è stato, per brevissimo tempo, un progetto nato e sviluppato in Italia realizzato interamente con capitali privati. Un progetto che ha indubbiamente coperto un’area geografica nazionalmente variegata: la sede legale del progetto a Milano, il team di sviluppo a Padova, la server farm a Cagliari, la sede amministrativa della società ad Oristano.

Una versione digitale del Canto degli Italiani praticamente.

Quag ha proposto un modello di socialità sul Web differente ed innovativo: un servizio che consente alle persone di incontrarsi sulla base dei propri interessi e che stimola le stesse a condividere conoscenza ed esperienze. Per questo è nato (e morto) Quag: perché vantava il merito di unire le persone in base agli interessi. Peccato che, al giorno d’oggi, le persone non hanno interessi (o almeno non sono disposte a condividerli). In un’era autocelebrativa in cui ognuno ruota attorno a se stesso, un social nato per condividere stimoli ? stato come un ghiacciolo a un’eschimese: talmente innovativo da non sapere cosa farsene.

Siamo dunque di fronte all’ennesima “cessata attività” annunciata: dopo Google Plus (di cui parliamo qui) il colossone Facebook, ormai diventato un demogorgone dopo aver assimilato anche WhatsApp e Instagram, si mangia con le mani anche il social network dello Stivale, senza neanche usare la cortesia di usare le posate.

Ovviamente questo post non vuole assolutamente essere offensivo nei confronti degli sviluppatori del progetto e di chi ha investito il proprio tempo e denaro: anzi, vogliamo dimostrare la nostra sincera vicinanza a chi ha visto la propria idea arenarsi a causa di mostri mitologici presumibilmente invincibili.

Comments (3)

  • Ricordo a tutti gli iscritti a Quag, che ci stiamo trasferendo su MeWe… entrate e cercate i gruppi che iniziano con ?Ex Quag?

    • LEaMON marketing

      Come scritto all’interno del post vi sosteniamo e saremmo lieti di poter contribuire attivamente promuovendo la vostra iniziativa, teniamoci in contatto!

  • Parlo di quello che ho visto, nel poco tempo che ci sono stato iscritto.
    Per fortuna ? chiuso! ho festeggiato. Mi ? sembrato un covo di indottrinati, che se la cantano e se la suonano. Vedevo quasi sempre gli stessi utenti commentare ogni giorno. Quando entrava uno nuovo e non era allineato alle loro “idee” facevano di tutto per “farlo fuori” in senso simbolico.
    Si davano pure i like fra di loro per farsi forza, come bambini di 5 anni. Mai visto un ambiente virtuale pi? squallido..
    Peccato, perch? la piattaforma virtuale era fatta bene invece.. meritava.. era l’utenza che non mi piaceva molto.
    Anche quando qualcuno sembrava “a mio parere” non essere d’accordo con gli altri, alla fine della discussione, a volte, gli dava i “like” lo stesso. Non mi ? sembrato un terreno di discussione aperto a chi la pensa diversamente e propositivo.
    I post “scomodi” quasi sempre sparivano, nel senso che non venivano messi in “evidenza”. Con un una utenza del genere non ? difficile.

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