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Come sarà la vita dopo la pandemia?

Non torneremo più alla normalità (o almeno a come la intendevamo prima di questa esperienza): il distanziamento sociale accompagnerà la vita e il lavoro di tutti per sempre.

In questi giorni di isolamento forzato ognuno di noi ha cambiato in maniera radicale le abitudini che contraddistinguono la sua “normalità”: abbiamo dovuto affrontare nuove sfide per quanto riguarda le consuetudini lavorative, i rapporti interpersonali e familiari, l’esercizio fisico, lo shopping, la gestione della nostra salute e l’educazione dei nostri figli. Persino l’intrattenimento.

Abbiamo quindi adattato le nostre esigenze alle necessità imposteci dalla responsabilità collettiva evolvendo quindi in qualcosa che neanche noi sapevamo di essere: secondo un’analisi del MIT Technology Review, l’aumento della distanza sociale avrà ripercussioni su tutto il nostro futuro e non durerà soltanto qualche settimana.

Ma cos’è la distanza sociale?

Secondo la prossemica (ovvero la disciplina semiologica che studia i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione, sia verbale sia non verbale) esistono quattro “zone” interpersonali:

  • la distanza intima (0-45 cm);
  • la distanza personale (45-120 cm) per l’interazione tra amici;
  • la distanza sociale (1,2-3,5 metri) per la comunicazione tra conoscenti o il rapporto insegnante allievo;
  • la distanza pubblica (oltre i 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.

Secondo i ricercatori l’unica soluzione per appiattire la curva dei contagi è ricorrere al “metodo italiano”, ovvero imporre un distanziamento sociale per rallentare la diffusione del virus per evitare il collasso del sistema sanitario, con inevitabili ripercussioni sulla sfera economica e professionale della collettività.

Cosa possiamo fare?

Moltissime aziende hanno in questi giorni adottato un sistema lavorativo eccezionale ricorrendo a quello che nel nostro paese viene chiamato telelavoro o smart working: i dipendenti, collegati in cloud alle risorse aziendali, operano da casa loro con un personale computer e una normale connessione Internet, minimizzando i tempi morti e ottimizzando le ore impiegate. Il tutto senza doversi preparare, imbottigliarsi nel traffico (inquinando) e sprecando tempo che possono reinvestire nei loro interessi personali, migliorando di conseguenza anche il loro tempo libero.

Ovviamente alcuni lavori prettamente manuali necessiteranno sempre di una componente umana presente in loco per svolgere alcune mansioni: come dice l’amico Alberto “no se pol zarpir in videochat” (per i non avvezzi al dialetto veneto “non si può potare la vite in videochat”).

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del lavoro da casa?

I vantaggi nello svolgere il proprio lavoro presso la propria abitazione sono davvero tanti: durante alcuni studi effettuati da esperti del settore è emerso che il lavoro da casa può ridurre notevolmente lo stress accumulato e far svolgere meglio le mansioni affidate. Nei Paesi nordici, si favorisce principalmente il lavoratore da casa perché hanno scoperto che è più produttivo rispetto ad un lavoratore dipendente che svolge la propria mansione presso gli uffici dell’azienda.

Ecco i principali vantaggi di lavorare da casa:

  1. meno stress;
  2. elasticità oraria e ottimizzazione dei tempi lavorativi e dei tempi “personali”;
  3. riduzione delle spese extra come benzina, parcheggio, biglietti dei mezzi pubblici.

Bisogna fare i conti anche con tanti altri svantaggi, come ad esempio la reperibilità continua e il rischio che il lavoro si sovrapponga alla propria vita privata: può capitare spesso avere distrazioni mentre si lavora ad una mansione assegnata e dover lasciare tutto per poi riprenderlo successivamente, con una concentrazione minore e con il rischio di iniziare tutto dall’inizio.

Inoltre, dal momento che non c’è un orario di lavoro da rispettare, può capitare molto spesso di cercare di ultimare tutto il lavoro in una sola giornata dedicando molte più ore rispetto ad un lavoro svolto in ufficio con orari prestabiliti.

Ecco i principali svantaggi di lavorare da casa:

  1. orari lavorativi più imponenti;
  2. promiscuità tra ambiente lavorativo e ambiente domestico;
  3. scarso contatto reale con le persone e solitudine durante l’orario di lavoro;
  4. crescita dei fattori di distrazione.

Come stiamo aiutando i nostri clienti?

Come LEaMON marketing siamo costantemente accanto ai nostri clienti per sostenerli in qualsiasi modo in questo difficile periodo, consigliando strategie comunicative e iniziative con i quali, a loro volta, essere vicini ai loro clienti. A livello pratico, ad ora sono in atto queste iniziative:

  • Sinergy Med 2.0 sta scrivendo una serie di approfondimenti sulla fisioterapia e sulle indicazioni da rispettare in casa;
  • Body RiEducational sta fornendo un servizio di videolezioni di Pilates, Pilates Sport e esercizi per mantenersi in forma durante l’isolamento;
  • il Birrificio Artigianale Meraki ha messo in moto (anzi, in macchina) un servizio di consegna a domicilio delle loro straordinarie birre artigianali;
  • la dottoressa Martina Pillon fornisce assistenza psicologica in videochat.

Queste e moltissime altre idee stanno portando i nostri clienti verso una nuova concezione della propria figura professionale, evolvendola e adattandola alle necessità del momento e che, nostro malgrado, continueranno a far parte della nostra realtà anche in futuro.

Le immagini di questo approfondimento sono di cottonbro.

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